Intervista con Soili Karme (Saarinen)                                                         

March 2021 

                                                                                                                                                                                                                                                                                   

All'inizio degli anni '70 Soili era una persona benvoluta nei paddock In Finlandia e all'estero. Insieme a suo marito sono passati da Grand Prix a Grand Prix dove hanno conseguito molte vittorie. Stiamo parlando di Soili Karme (Saarinen), moglie del compianto Jarno Saarinen, morto troppo presto. Nel 1972 Jarno divenne campione del mondo nella classe 250 CC e nella classe 350 cc arrivò al secondo posto come avversario di Giacomo Agostini alla MV Agusta. Nel 1973 Jarno ottenne le Yamaha ufficiali per le classi 250 cc e 500 cc. Niente sembrava ostacolare il suo successo, ma purtroppo tutto è andato di traverso. Il 20 maggio 1973 Jarno perse la vita. Insieme a Renzo Pasolini fu coinvolto in un incidente mortale durante la gara delle 250 cc a Monza e il sogno di una vita fu infranto. Dopo questa tragedia la sempre sorridente Soili non si è più vista nei paddock e insieme al marito ha lasciato un grande vuoto. Al giorno d'oggi, sono passati quasi 48 anni e Jarno e Soili sono ancora nel cuore di molti amanti delle corse. Se ne parla ancora su molti siti web di sport motoristici. Con un po' di aiuto sono entrato in contatto con Soili Karme e lei ha accettato di fare un'intervista via e-mail.

Quanti anni avevi quando hai conosciuto Jarno e come vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti giovanissimi, lui aveva 16 anni e io solo 14 su una strada di campagna vicino alla casa di villeggiatura dei miei genitori, lui si chiedeva chi fosse quella ragazza in motorino. Jarno aveva una motocicletta Puch 175cc. Quella volta non era comune che una ragazza guidasse il motorino e senza casco ma io avevo il motorino di mia sorella maggiore.

Jarno gareggiava già in quel periodo o si occupava di altre attività?

Jarno ha iniziato a correre un anno dopo il nostro incontro, ma già lavorava in estate a Tunturipyörä, una fabbrica di biciclette Tunturi e importatore di Puch. Lì è stato in grado di costruirsi le prime moto.

Ricordi la prima volta che hai seguito Jarno in gara e ricordi dov'era?

Avevo 15 anni, era una gara sul ghiaccio vicino a Turku su un piccolo lago e lui correva già da 3 anni con la Puch nella classe 250cc. Lo stesso anno ha anche corso la sua prima gara su strada a Turku. Allora si chiamava TT in Finlandia (più tardi RR), ma la moto ha avuto problemi al motore. Quella volta c'erano molte gare sul ghiaccio, ma ora il clima è più mite e il ghiaccio nel sud della Finlandia non regge abbastanza durante tutto l'inverno. Esko-Matti Harkke, il proprietario della Tunturi, aveva notato le sue capacità e lo ha aiutato regalandogli una moto. E il permesso di costruirsi le sue moto in fabbrica.

A quei tempi, tutto era ancora molto semplice. Non c'erano paddock di lusso, ma tutti si sono sempre divertiti molto insieme. Qual è stata per te la parte migliore della vita nei paddock?

La cosa migliore nei paddock era la passione e l'atmosfera comune, quasi tutti erano amici e non c'erano tanti soldi, quindi tutti spesso si aiutavano anche a vicenda.

Con quali altre mogli di piloti hai avuto più contatti durante i Gran Premi?

Nei GP c'erano pochissime donne all’epoca e avevo così tanto da fare per aiutare Jarno perché lei era meccanico e pilota contemporaneamente, ho fatto quello che ero in grado di fare per aiutarlo. Guidavo il furgone con la roulotte di notte in modo che potesse dormire. Siamo rimasti insieme principalmente con i piloti svedesi Börje Jansson e Kent Andersson, Bosse Granath e i loro meccanici. Tepi Lönsivuori era sempre accanto a noi, lo abbiamo aiutato molto, perchè parlava solo finlandese e sono stata contenta quando in seguito ha portato Helena, la sua fidanzata e futura moglie al paddock. Così potevo stare un po' con lei.

Riuscivate a guadagnarvi da vivere con le corse di Jarno o tu o entrambi avevate un altro lavoro?

All'inizio stavamo ancora studiando durante l'inverno, io al college commerciale e lui all'università di ingegneria meccanica. Nell'autunno del 1970 arrivò 4 ° nel campionato del mondo 250cc, però, a causa dei suoi studi, dovette abbandonare totalmente le ultime 3 gare. Poi disse di dover smettere di correre per mancanza di soldi. Ma si è laureato in ingegneria nella primavera del 1971, mentre io lavoravo durante l’inverno e vivevo con i miei genitori. Così ho risparmiato parecchi i soldi per poter lasciare di nuovo la Finlandia in primavera. E poi Arwidson, l'importatore finlandese, gli ha dato le Yamaha 250 e 350 con i pezzi di ricambio. In seguito siamo riusciti a malapena a vivere con il denaro iniziale e con gli ingaggi e i premi classifica, anche se era poca cosa. Ma da giovani non è importante avere cibo costoso o altro e vivevamo sempre nel paddock.

Quali piloti Jarno riteneva i suoi più grandi avversari?

I suoi più grandi rivali erano Phil Read, Renzo Pasolini, Rod Gould, Dieter Braun e naturalmente Agostini, ma Phil Read era il più ostico.

Conosciamo tutti Jarno come meccanico e come pilota. Jarno aveva altri hobby o interessi oltre alle corse?

Jarno era molto interessato alla fotografia e ha comprato un'ottima macchina fotografica in Giappone. Aveva acquistato una delle prima fotocamere portatili.

Secondo te, cosa ha fatto di meglio Jarno, il suo lavoro come meccanico o come pilota?

È impossibile scegliere, pochi piloti hanno saputo essere anche talentuosi meccanici e preparatori. Conosco solo Kel Carruthers e Jarno. Dirò un esempio, nel 1972 Jarno ricevette dalla Yamaha Amsterdam una moto 250cc raffreddata ad aria sponsorizzata da Arwidson e Barry Sheene, una moto simile ma raffreddata ad acqua. Successivamente Barry è caduto con quella moto e la Yamaha la diede a Jarno a metà stagione a Abazia. Barry, di quella moto disse: "questa è una moto di merda" e non ottenne risultati. Ma dopo Abazia Jarno la mise a punto e vinse il campionato del mondo con quella stessa moto !!!

Chi era per te il pilota più rispettato a quei tempi oltre a Jarno?

Certo Agostini, ma tutti pensavano che avesse sempre avuto la moto migliore, troppo fortunato, se avesse faticato tanto quanto gli altri, sarebbe stato così bravo? E tuttavia Phil Read era un avversario molto più duro e combattivo, Ago si arrendeva e talvolta cadeva persino. E Angel Nieto nella 125cc, ma solo una volta Jarno gareggiò contro di lui a Monza e Jarama 1971 quando il team olandese Van Veen Kreidler voleva che lui e Barry Sheene aiutassero Jan de Vries e il suo team a diventare campioni del mondo. La Derbi aveva chiesto a Gilberto Parlotti di fare da spalla a Nieto in gara. Barry non è stato in grado ma Jarno ha spinto fuori Angel Nieto all'ultima curva e Jan de Vries è diventato il campione nell'ultimo GP. Jan diventò campion e del mondo senza quasi accorgersene.

Chi di quei giorni non vedevi da molto tempo e vorresti rivedere?

Ho incontrato molti vecchi simpatici piloti nelle rievocazioni storiche. Sono stata invitata al Paul Ricard alcuni anni fa dall'organizzatore e Jacques Bussillet mi ha invitato lì e dopo questo molti altri hanno avuto il coraggio di invitarmi. Ma non tutti i vecchi piloti vengono alle rievocazioni. Ma è stato bello incontrare Ago, Phil, Bo Granath ..... ecc. E ho incontrato ancora Kent Andersson ad Assen 1998 e Imatra. A queste rievocazioni tutti si divertono perché non c’è più l’agonismo e la tensione delle gare. Sono stata a casa di Ago a Bergamo quando Arto Teronen ha scritto un libro su Jarno. Ago è stato molto gentile e amichevole. Ma sono rimasta lontano dalle gare per oltre 30 anni in quanto lavoravo per Finnair e avevo la mia famiglia e due figlie. Volevo dimenticare quel mondo dopo Monza, ma ora è passato molto tempo, ho superato quel periodo e ora ho più tempo da quando sono in pensione.

Che circuiti preferiva Jarno?

Il suo preferito in assoluto era Assen con curve veloci, dove poteva usare il suo stile e Silverstone, anche perchè Assen già a quel tempo era un circuito sicuro!

Durante le tue avventure all'estero quale paese amavi di più?

L'Italia, il cibo e l'atmosfera mi piacevano, tranne Monza, Erano organizzatori pessimi che noi non conoscevamo affatto ma avevamo tanti amici a Imola, come la famiglia del dottor Costa e Gianni Fantazzini e la sua famiglia, interprete del moto club.


Ti è mancata la tua casa durante le intense stagioni agonistiche?

Non mi è mancata affatto. Mi è piaciuto viaggiare e le persone nel paddock erano gentili. Il Continental Circus era in un certo senso una grande famiglia. Ma scrivevo lettere ai miei genitori e mio padre mi rispondeva con fermo posta agli indirizzi degli organizzatori, ho sempre aspettato le sue lettere.

Qual è la cosa più bella che hai vissuto in quegli anni di gare internazionali e Gran Premi?

La più bella è stata la prima vittoria del GP a Brno 1971, l'abbiamo celebrata con gli amici svedesi e la vittoria di Monza 1971 e la vittoria nel 1972 al Nürburgring quando riuscì a battere Ago. Solo Mike Hailwood era riuscito a battere Ago 5 anni prima! Ma di solito non avevamo molto tempo per festeggiare e divertirci. I viaggi erano lunghi e la preparazione delle moto richiedeva molto tempo. Ma a volte era bello anche solo rilassarsi un po’ con gli amici la sera nel paddock. Bevevamo una birra o per lo più un tè insieme a Börje Jansson e al suo meccanico. Con il suo miglior amico Tepi a volte pranzavamo insieme, ognuno portava qualcosa.

Alla fine del 1972 Jarno divenne campione del mondo nella classe 250 cc. Come l'hai vissuta?

È stato anche per me qualcosa di molto importante. Avevamo lavorato insieme per questo! Un grande risultato per entrambi e a Imatra mi ha portato sul podio per dimostrare che eravamo una squadra di 2 persone per evidenziare anche il mio impegno.

1973. Non mi sento a mio agio a fare domande su quell'anno. Se vuoi rispondere, forse puoi raccontarmi qualcosa di quell'anno ma ovviamente puoi anche saltare questa domanda.

Nel 1973 tutto iniziò bene, vinse la 200 miglia di Daytona come primo europeo dopo 23 anni. Per la prima volta ebbe un meccanico Vince French e Jarno vinse con la piccola Yamaha 350 e si ripeté nella 200 miglia a Imola. Poi nella prima gara del mondiale al Paul Ricard lui batté sia Agostini che Read. Poi ha vinto tutte le gare prima di Monza tranne la 500 a Hockenheim quando si è rotta la catena. Ma lui non era contento e nemmeno io, tutto era cambiato, prima era stato divertente viaggiare liberi ma ora Yamaha diede ordini di scuderia che Jarno non accettava! Aveva sempre detto che voleva fermarsi ai vertici della sua carriera, che si sarebbe fermato in quell’anno se avesse vinto anche solo un Mondiale. Ma poteva facilmente vincere i due Mondiali provando a metà stagione a passare da 250 a 350 per vincerne 3 nello stesso anno. Era sempre così determinato, potevo fidarmi al 100% di quello che diceva e sono sicura che ce l'avrebbe fatta! Desideravamo avere dei figli e mi diceva che voleva lavorare come ingegnere. La Yamaha mi ha offerto un lavoro dopo la morte di Jarno, in qualunque nazione e qualunque cosa mi piacesse fare! Quindi si sono presi molta cura di me, gli sono grata, i 3 maggiori dirigenti Yamaha tra cui il signor Hata hanno visitato la tomba a un anno dalla sua morte. Sono molto grata alla Yamaha per tutta il loro interessamento. Ma mi piaceva il mio lavoro e ho preferito rimanere a Turku soprattutto dopo aver viaggiato in tutto il mondo per molti anni nei voli a lungo raggio di Finnair. Finnair, che è stata un'ottima compagnia aerea, sempre selezionata tra le compagnie aeree più sicure al mondo!

Dopo l'orribile evento come hai trovato il coraggio e la forza per andare avanti?

Ho capito che dovevo trovare qualcos'altro per riprendermi! Ero triste, tutti i miei sogni di vita futura erano crollati e vivevo con i miei genitori. Ma fortunatamente avevo studiato in un college commerciale e ho iniziato a lavorare a Turku in un grande hotel di prima classe in agosto come receptionist, ma mia sorella mi disse che Finnair stava assumendo nuove assistenti di cabina ed è stata davvero la mia salvezza. Potevo viaggiare di nuovo e i colleghi sono stati molto gentili, non hanno chiesto nulla e io ho tenuto totalmente segreto il mio passato, tuttavia sono stato ancora un po' depressa per 2 anni. Ma dopo 4 anni mi sono risposata perché volevo così tanto dei bambini per avere un vero scopo nella mia vita! Ero felice quando ho avuto le mie 2 figlie, ma ho lavorato per Finnair 35 anni. Mi è piaciuto molto il mio lavoro, anche se è stato impegnativo, ma ora sono felicemente in pensione.

Ai vecchi tempi, il Continental Circus sembrava una grande famiglia. Dopo il 1973 sei rimasto in contatto con qualcuno che avevi incontrato nel paddock?
E’ stato difficile tenere i contatti con quelle persone e quel paddock, quella volta non c'erano telefoni cellulari o altro. Successivamente sono stata impegnata nel mio lavoro e con le mie figlie ma ora ho ancora degli ottimi amici lì. Le rievocazioni storiche sono molto carine e ora Facebook mi aiuta a mantenere i contatti. Sto aspettando tempi migliori come tutti.

Nel 2013 sei stata a Pesaro per ricordare Jarno e Renzo. Hai anche incontrato la moglie del compianto Renzo Pasolini. Come è stato vederla dopo tutti quegli anni?

Il dottor Costa è stato il mio salvatore per molti anni come lo è per tanti piloti feriti e ha organizzato un grande evento commemorativo a Monza quando sono passati 40 anni. Lì ho incontrato per la prima volta Anna Pasolini e Renzo jr. Entrambe eravamo molto commosse, ma anche visitare lì è stato di grande aiuto. Anna non è mai stata con Renzo alle gare? A Monza quando siamo passate dalla linea di partenza al Curvone il sole splendeva ma presto si sono levate nuvole scure e nello stesso momento in cui abbiamo messo i nostri fiori sul luogo dell'incidente è scoppiato un terribile tuono e Anna Pasolini mi ha detto “adesso Renzo e Jarno sono lassù sapendo che noi siamo qui” Commovente! E poi siamo stati anche a Pesaro ad un bel evento Benelli, e Renzo jr. è stato anche a Petrignano di Assisi dove ha sede il Moto club Jarno Saarinen, e nel parco a lui dedicato abbiamo inaugurato la sua statua, un'altra è stata donata a Turku.

Hai mai pensato che l'eredità di Jarno sarebbe sopravvissuta così a lungo grazie agli amanti delle corse?

Non avrei mai pensato che la leggenda di Jarno sarebbe stata così forte e la sua eredità è ancora viva. Ero felice e orgogliosa quando la Yamaha mi ha invitato in Giappone nella primavera del 2019. È stato un grande onore. E lì il direttore generale, il signor Hidaka, mi ha mostrato il suo vecchio e logoro depliant pubblicitario con la foto di Jarno dei tempi del college. Era un fan di Jarno quando era giovane!

C'è qualcosa che vorresti dire a tutte le persone che ancora ricordano Jarno?

I fan sono contenti di mantenere viva la leggenda guardando foto dell’epoca e scrivendo i ricordi di quei vecchi tempi nel fan club di Jarno & Soili e io stessa inserisco alcune vecchie foto quando ho tempo. Mi piace scrivere e ora ho anche aiutato un talentuoso autore a scrivere una serie TV internazionale della nostra vita nel Continental Circus. Sarà molto interessante per i fan ma non posso ancora dire di più, se tutto andrà bene sarà pronto nel 2023 quando saranno passati 50 anni dalla sua morte.

Guardando le tue foto recenti, sembra che tu abbia superato bene il passato. Sembra che tu abbia trovato la felicità. È vero?
Ancora abbastanza spesso visito la tomba di Jarno pensando a lui, ma ho superato, sono felice e soddisfatta della mia vita, troppe cose sono successe, la mia vita non è stata affatto noiosa.

Cara Soili, grazie molte per questa intervista.

 

Ben Looijen

Translated by Soili Cavaliere


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Vincenzo Arcuri
8 maanden geleden

Soili è una vera donna, pochi come lei possono far vivere ungrande campione come Jarno Saarinen